Iceberg nel lago naturale del Barbellino

OROBIE CENTRALI

Trekking di due giorni passando per le Cascate del Serio, Rifugio Curò, Rifugio Barbellino, passo di Caronella, lago Gelt e lago della Malgina.

Le Alpi Orobie o Alpi Bergamasche, sono una delle parti meno conosciute di questa  catena montuosa in quanto non così famose come le Alpi francesi, Alto Atesine o Svizzere.

Tuttavia non sono meno imponenti, raggiungendo spesso i 3.000 metri di quota, ed offrono percorsi ricchi di interesse, con panorami unici e fauna tipica.

Una delle attrazioni più conosciute delle Orobie sono le Cascate del fiume Serio, che con un triplo salto e 315 metri di altezza, sono tra le più alte in Italia ed in Europa.

Situate a 1.750 metri di altitudine sul livello del mare, sono raggiungibili con una camminata di circa 1 ora e 30 minuti con partenza dal paesino di Valbondione in provincia di Bergamo (Sentiero CAI n. 305).

Proseguendo oltre le cascate,  ha inizio uno dei percorsi più interessanti delle Orobie bergamasche: il giro dei Rifugi Curò e Barbellino, dei laghi Barbellino, Naturale, Gelt (il più alto delle Orobie a 2.562 metri di altitudine) e della Malgina.

Alpi Orobie Bergamasche
Alpi Orobie Bergamasche

Il Trekking, se affrontato in una sola giornata, è molto impegnativo e richiede un ottimo stato di allenamento, ma se affrontato nel corso di due giornate, consente di percorrere i sentieri in tutta tranquillità, apprezzando i fantastici scorci sulle vette più importanti della zona e godendo dell’ ospitalità dei rifugi presenti lungo il percorso.

Dopo circa 1 ora di cammino, si giunge al Rifugio Curò (1.915 metri slm) dove si apre una spettacolare vista sulla conca del lago artificiale del Barbellino, chiuso a Sud dalla diga da cui sgorgano appunto le cascate del fiume Serio. Nel bacino dal colore turchese si affacciano a Est il Pizzo Recastello (2.886 metri slm) e a Ovest il Pizzo Coca (3.050 metri slm).

In tutta la zona è possibile ammirare cespugli di pino mugo, genziane e altri fiori d’ altura.

Con un’ altra ora di cammino lungo il sentiero che costeggia il bacino artificiale, si raggiunge il Rifugio Barbellino (2.131 metri slm) affacciato sul più piccolo ma suggestivo lago naturale del Berbellino.

Questo lago nasce direttamente dalle sorgenti del fiume Serio ed in stagioni particolarmente nevose offre uno spettacolo unico: azzurri Iceberg che, staccati dal vicino nevaio, galleggiano alla deriva nella sua  acqua cristallina.

Iceberg nel lago naturale del Barbellino
Iceberg nel lago naturale del Barbellino

Questo rifugio è un’ottima idea per una tappa intermedia e consente di respirare la calda atmosfera dei rifugi di alta montagna. Incontrerete spesso tavolate di escursionisti che chiacchierano o si rifocillano con piatti fumanti a base di polenta e formaggio fuso.

Trascorsa la notte al rifugio e dopo un’ energetica colazione, la seconda giornata propone subito la salita al Passo di Caronella lungo il Sentiero CAI n. 308. Giunti rapidamente a 2.612 metri di quota slm si ha una spettacolare vista sulla sottostante Valtellina ed in lontananza sulle cime del Bernina e del Monte Disgrazia.

Qui ci troviamo nel  punto più alto dell’ intero percorso e con una breve ma ripida discesa lungo il Sentiero CAI n. 310 si raggiunge in circa 30 minuti di cammino il lago più spettacolare delle Orobie, il lago Gelt.

Lago Gelt
Lago Gelt

Dalla tipica forma di cuore, è il più fotografato dagli innamorati che hanno sufficiente energia per salire sino a qui!

Il posto è suggestivo e merita una sosta con relativa merenda.

Spettacolari saliscendi costellati da nevai, morene e ghiaioni conducono in circa 1 ora  al lago della Malgina ed infine  riportano sul sentiero percorso il giorno precedente.

Ripercorrendo a ritroso questa parte di sentiero, con circa 2 ore di cammino si ritorna al Rifugio Curò.

La tappa per il pranzo al Rifugio Curò è obbligatoria e, dopo un caffè ed una grappa o un Genepy si può affrontare la discesa verso Valbondione sperando di avvistare qualche marmotta o qualche stambecco.

Se hai deciso che questo è il viaggio che fa per te e desideri avere ulteriori informazioni più dettagliate, puoi inserire un tuo commento a questo articolo oppure puoi inviare la tua richiesta via mail all’ indirizzo del blog: diariodibordo3@gmail.com

 

 

 

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