PERU’

Alla scoperta della civiltà Inca.

Scegliere la destinazione del viaggio e occuparsi dell’organizzazione è per noi parte integrante del viaggio stesso.

A volte però non si riesce a programmare tutto come si vorrebbe perché la vita è imprevedibile.

Il nostro viaggio in Perù è stato proprio così.

Perciò a pochi giorni dalla partenza, abbiamo deciso di fare questo viaggio con Avventure nel mondo. Per chi non conosce questo modo di viaggiare precisiamo che si tratta di un gruppo di viaggiatori che, coordinati da un viaggiatore più esperto, visitano insieme un paese, seguendo una linea guida proposta dall’ associazione ma autogestendo l’ aspetto organizzativo e il percorso di massima. Generalmente si utilizza il loro servizio di prenotazioni voli, mezzi di trasporto e le informazioni di precedenti gruppi per scegliere alloggio o altro.

Avendo tempo sufficiente a disposizione riteniamo che questo viaggio possa essere fatto anche in autonomia.

In precedenza quando ci capitava di pensare a questo paese, ci venivano in mente il sito Inca di Machu Picchu e gli abiti dai colori vivaci dei suoi abitanti, ma in realtà questo paese regala molto di più.

Viaggiare in questo paese permette di visitare città dalla storia millenaria, ammirare panorami sconfinati e vivere esperienze uniche.

Appena atterrati a Lima ci siamo resi subito conto che nonostante ci trovassimo in Sud America, gli abitanti non erano vivaci e allegri come ci saremmo aspettati. Le condizioni climatiche, l’altitudine e la vita dura che conducono, probabilmente hanno reso i peruviani introversi e timidi, anche se sicuramente da ammirare per impegno e serietà. La temperatura durante il mese di luglio non saliva mai sopra i 20 gradi ed in qualche occasione è arrivata, durante la notte, persino vicino allo zero. Le abitazioni ma anche i pubblici esercizi erano privi di riscaldamento, compresi gli alberghetti e i ristoranti in cui siamo stati, perciò è bene prevedere un abbigliamento caldo ed a “cipolla”.

Abbiamo iniziato a conoscere questo paese dalla sua capitale, Lima. Visitando il museo etnografico, le chiese, le piazze e le stradine della città. L’atmosfera era un po’ cupa, il colore predominante era il grigio, la gente era silenziosa e poco sorridente. Sarà stato il fuso orario, la stanchezza del viaggio  ma la città non ci ha colpito particolarmente.  Sul sagrato di una chiesa i fedeli usciti dalla funzione, acquistavano da una bancarella i “picarones”, che sono delle frittelle peruviane a base di patate dolci e zucca. Visto che per noi anche l’aspetto gastronomico è parte integrante del viaggio, abbiamo iniziato subito ad assaggiare.

Gli ingredienti e la ricetta sono semplici ma il risultato ci ha sorpreso.

Dopo aver visitato la capitale siamo partiti seguendo la panamericana in direzione di Pisco. Dal porto di questa città infatti partono le imbarcazioni per le “Islas Ballestas”. Trattasi di isole con una straordinaria fauna che le popola: otarie, sule, pellicani peruviani,  cormorani, pinguini e delfini. L’escursione prevedeva un’uscita in barca di circa 3 ore durante la quale, avvicinandosi molto alle isole (sbarcare sulle isole è infatti vietato), si potevano ammirare questi animali. Noi non siamo riusciti ad effettuare l’escursione a causa del mal tempo e del mare mosso. In sostituzione di questa, ma di tutt’altro genere, abbiamo quindi effettuato un’uscita in dune buggy a Huacacina . Trattasi di un’oasi molto popolare , con dune sabbiose, in cui è possibile sciare sulla sabbia e divertirsi facendo corse con le mitiche dune buggy. Il panorama era bello, e soprattutto per chi non ha mai visto delle vere dune di sabbia,  permette un primo approccio con il deserto. L’uscita è stata ricca di adrenalina e la velocità notevole.

Terminata l’escursione siamo riparti verso sud per arrivare a Nazca. Il giorno dopo ci aspettava infatti un volo per sorvolare le famose linee di Nazca. Queste sono state tracciate sul terreno, incidendo la roccia, in modo da comporre disegni simboleggianti animali o forme  geometriche di cui ci si può rendere conto solo dall’alto. Ancora oggi è molto discussa la loro origine, il significato e le modalità di realizzazione.  Il volo panoramico, della durata circa 30 minuti, viene effettuato con piccoli aerei, che trasportano mediamente 5 passeggeri, e che eseguono in volo parecchie inclinazioni per permettere a chi è a bordo di vedere i disegni (l’albero, la balena, il condor, il cane, la lucertola …). I momenti migliori per effettuare i voli sono il mattino presto o il tardo pomeriggio perché a quest’ora l’inclinazione dei raggi solari permette di vedere meglio i disegni.

linee di nazca
Condor – Linee di Nazca
aereo per vedere le linee di nazca
Aereo per vedere le Linee di Nazca

Dopo esserci ripresi dalle acrobazie aeree siamo ripartiti in direzione Arequipa. La seconda città del Perù, detta città bianca. Abbiamo visitato la Plaza des armas, abbiamo gironzolato per le sue strade, siamo entrati in qualche chiesa, ma soprattutto, abbiamo visitato il Monastero di Santa Catalina. Si tratta di un complesso composto da più edifici in stile coloniale, una specie di piccola città nella città, con stradine e abitazioni, in cui si respira un grande senso di pace e serenità.

Le mete successive sono state il Canyon del Colca, dove si possono ammirare i condor, e Chivay. Il canyon è molto bello e da qui si possono ammirare sia le alte vette che lo circondano sia i tipici terrazzamenti del canyon.  Interessante il volo dei condor che, con grande eleganza, sfruttano le correnti d’aria per volare sempre più in alto. A Chivay invece abbiamo effettuato una sosta per visitare la chiesa, il mercatino e ammirare i colori degli abiti tradizionali delle donne.  Durante il percorso che collega queste destinazioni, si raggiungono punti molto alti come il “Mirador de los Andes” a 4.910 m sul livello del mare. Il panorama è superlativo, l’aria è pulita e i colori sono più “colorati”.  Le donne, con le loro bancarelle variopinte, che ogni tanto si incontrano lungo la strada, sono meravigliose con i loro timidi sorrisi. Il pegno da pagare per poter ammirare questo spettacolo è però il “mal di montagna” che a certe quote si fa sentire con nausea e mal di testa.  Per alleviare i disturbi legati all’altitudine, in Perù si masticano le foglie di coca o si bevono tisane ottenute con le stesse.

panorama in perù
Panorama in Perù
Mirador de los Andes
Mirador de los Andes

Dopo aver trascorso qualche giorno in alta quota, ed esserci concessi anche un po’ di relax alle terme di Chivay,  siamo ripartiti in direzione Puno sul lago Titicata. Situato sulle Ande rappresenta il confine tra Perù e Bolivia ed è situato a 3.812 metri di quota.

Sul lago Titicaca abbiamo vissuto un’esperienza meravigliosa. Abbiamo visitato le isole galleggianti degli Uros, costruite con canne di totora ed ammirato i costumi tradizionali di questa etnia. Abbiamo scoperto le regole di condivisione e l’artigianato degli abitanti di Taquile ( gli uomini portano un cappello di lana e il loro colore ne indica lo stato sociale, per esempio rosso per gli uomini sposati e bianco e rosso per i celibi) ma soprattutto abbiamo dormito a casa di una famiglia sull’isola degli Amantani. L’isola è molto tranquilla ed ha panorami bellissimi. Non ci sono strade ma solo sentieri perciò portate con voi una torcia e non dimenticate di guardare il cielo stellato. Noi siamo stati ospitati dalla Sig.ra Maria e da suo marito. La casa non disponeva di corrente elettrica, di riscaldamento e di doccia. Il bagno era esterno, come da noi negli anni 40, il cibo è stato cucinato direttamente sul fuoco in cucina. Con pochi e semplici ingredienti, la Signora Maria ci ha preparato una squisita cenetta e dopo cena ci ha prestato degli abiti tradizionali (visto il freddo li abbiamo indossati felicemente sopra i nostri) e ci ha accompagnato nella sala comune del paese, dove insieme agli altri abitanti ed ospiti di altre abitazioni abbiamo tentato di eseguire danze tradizionali. Questa è stata una di quelle esperienze che rimangono nel cuore, che fanno riflettere e che forse tutti dovremmo vivere per recuperare un po’ di umiltà. Per assaporarla in tutta la sua interezza, è però necessario avere una buona dose di spirito di adattamento, sia per la sistemazione che per norme igienico/alimentari.

isola degli uros sul lago titicaca
Isola degli Uros Lago Titicaca
cucina sul'isola amantani lago titicaca
Abitazione sull’isola degli Amantani – Lago Titicaca

Dopo essere tornati sulla terraferma, siamo ripartiti in direzione di  Cuzco. Abbiamo visitato le terrazze circolari di Morray, le saline di Maras , le rovine di Ollantaytambo, il paese di Chincero e ancora le rovine di Saqsaywaman, dove il 24 giugno si celebra la festa del Sole. Ammirando queste costruzioni, e pensando al periodo in cui sono state realizzate e ai mezzi a loro disposizione, non si può non rimanere meravigliati ed ammettere quali abili costruttori siano stati gli Inca. In concomitanza dei siti archeologici abbiamo trovato spesso bancarelle dove acquistare artigianato locale e  fare qualche spuntino.  Uno su tutti il “Choclo y cheso”, cioè la pannocchia di mais caldo e un pezzo di formaggio: salutare e gustoso.

Arrivati a questo punto del viaggio, dopo i tanti chilometri percorsi, eravamo pronti per scoprire il Machu Picchu, una delle sette meraviglie del mondo moderno ed uno dei Siti Patrimonio dell’ umanità dell’Unesco. Siamo arrivati in treno ad Aguas Calientes (Machu Picchiu pueblo) , un viaggio di 104 km in cui si possono ammirare splendidi panorami e durante il quale ci si addentra nella foresta amazzonica. Abbiamo dormito in questa piccola cittadina, a circa 2.000 metri di quota, per 2 notti al fine di poter dedicare più tempo alla visita del famoso sito Inca. La mattina, all’alba, abbiamo preso la prima navetta disponibile, per salire i tornanti che ci hanno portato all’ingresso del complesso archeologico. Questa scelta ci ha permesso di visitare il sito in una condizione privilegiata, ossia con pochissimi turisti.  La città, costruita a 2.429 m s.l.m.  e circondata da imponenti vette, non fu mai scoperta dai conquistatori spagnoli, e questo le ha permesso di rimanere intatta fino al XX secolo.  L’opera è senza dubbio grandiosa! Programmate per tempo questa escursione perché visto l’elevato numero di visitatori potrebbe essere difficile accedervi. Dopo aver gironzolato tra le rovine delle abitazioni e delle vie, ascoltando la nostra guida, abbiamo iniziato la salita sul monte di fronte, il Huayna Picchu (2.693 m). Il sentiero porta sulla vetta in 40 minuti, ma bisogna però considerare l’altitudine e quindi va affrontato con calma.

L’ultima tappa del nostro viaggio è stata la città di Cuzco, affascinante città Inca, con la sua stupenda Plaza de Armas, la Cattedrale, la chiesa e il convento del Merced, le sue stradine, la sua vita notturna e la sua piacevole atmosfera.

Plaza de Armas a Cuzco
Plaza de Armas a Cuzco

 

Per quanto riguarda il cibo volevamo consigliarvi di mangiare la “sopa de quinoa” : calda, saporita e gustosa. Altri piatti tipici sono il “cuy” porcellino d’india e il “ceviche” specialità di pesce marinato nel lime.

Se hai deciso che questo è il viaggio che fa per te e desideri avere ulteriori informazioni più dettagliate, puoi inserire un tuo commento a questo articolo oppure puoi inviare la tua richiesta via mail all’ indirizzo del blog: diariodibordo3@gmail.com

 

 

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3 commenti

  1. Che ispirazione di viaggio, appena saprò per certo di andare, e sarà il prima possibile, chiederò certamente informazioni. Nel frattempo ho viaggiato con lamente grazie a questo bellissimo articolo.

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