Villaggio dei minatori all' Albani

RIFUGI IMPEGNATIVI IN VAL SERIANA

Se avete letto i nostri articoli TREKKING IN VAL SERIANA e RIFUGI FACILI IN VAL SERIANA e, visto che l’ allenamento non vi manca, avete deciso di cimentarvi in percorsi più impegnativi; in questo breve articolo vorremmo fornire alcuni spunti per programmare nuove uscite con obiettivo Rifugi con accesso dalla Val Seriana che prevedano percorsi di circa 3/4 ore di cammino sola andata e che raggiungano la quota di circa 2.000 metri slm.

Prima di tutto vorremmo ricordare che tutti i percorsi descritti devono essere affrontati con l’adeguata attrezzatura, senza sottovalutare i rischi legati alle condizioni meteorologiche, senza sopravalutare le proprie condizioni fisiche, nel rispetto dei percorsi segnalati, delle altre persone che come voi vivono la montagna, ma anche dei soccorritori che a volte vengono chiamati per interventi che si potrebbero evitare.

I seguenti percorsi sono consigliati nel periodo estivo, se desiderate idee per uscite invernali sulla neve, leggete l’articolo PERCORSI CON CIASPOLE IN VAL SERIANA.

Rifugio Baita Cernello e giro dei 5 laghi.

Questo primo percorso parte dall’abitato di Valgoglio, raggiungibile lungo la statale della Val Seriana prendendo la strada che sale a sinistra prima dell’abitato di Gromo. Questo percorso risulta a nostro giudizio molto spettacolare, sia in primavera con iceberg che galleggiano sulla superficie dei laghi in via di disgelo ma anche in piena estate, grazie al refrigerio regalato dalle acque trasparenti dei cinque laghi. Lasciata l’automobile subito dopo il paese, lungo via San Rocco, si deve percorrere il sentiero numero 228 che sale molto rapidamente di quota, dapprima nel fitto bosco e poi per prati sino al lago Sucotto. Tempo di percorrenza dal paese al Rifugio posto a 1.956 metri slm è di circa 2 ore e 30 di cammino. Dopo una breve sosta il percorso riprende per la ripida mulattiera che, partendo dal lago Cernello, in direzione nord vi porterà prima ai laghi Campelli Alto e Basso, poi al lago Aviasco ed infine girando verso sud al Lago Nero con l’omonimo Rifugio. Tempo di percorrenza del giro dei laghi circa 45 minuti. Per il ritorno vi consigliamo di continuare lungo il sentiero in discesa che ricongiungerà comunque con il sentiero percorso all’andata.

Amarcord: foto d’ epoca degli autori con vista sul lago Sucotto

Rifugio Rino Olmo

Le vie di accesso al Rifugio sono principalmente tre: dal Passo della Presolana, dalla frazione Rusio di Castione della Presolana e da Oltresenda Alta, passando per le Baite del Moschel. Noi descriveremo il percorso partendo dalla frazione Rusio perchè lo riteniamo un giusto compromesso tra lunghezza e panoramicità del sentiero. Lasciata l’auto nel comodo parcheggio, il sentiero numero 317 parte poco oltre e sale per comoda strada sterrata sino a raggiungere diverse baite che dominano la valle dei mulini. Superata la Baita Campo, con il massiccio della Regina delle Orobie sempre d’ innanzi, si imbocca il ripido sentiero numero 327 che sale lungo un pendio erboso esposto a sud che, con il sole estivo, rende molto impegnativa l’ascesa. Giunti in vetta al Passo Olone a 1.859 metri slm, si dovrà poi affrontare una breve ma ripida discesa tra roccette per poi raggiungere il pianoro a 1.819 metri slm dove sorge il Rifugio.

Arrivo al Rifugio Rino Olmo
Arrivo al Rifugio Rino Olmo
Salita dalla Baita Presolana
Salita dalla Baita Presolana

Rifugio Albani

Questo rifugio è raggiungibile da vari punti di partenza ma sicuramente l’accesso più frequentato è quello che parte dall’ abitato di Colere. Subito dopo aver superato il Passo della Presolana ed a metà della discesa che porta a Dezzo di Scalve, si prende il bivio a sinistra e una volta raggiunto il parcheggio degli impianti di risalita della nota stazione sciistica, si prende il sentiero numero 402 che sale ripidamente lungo una strada in cemento. Questo sentiero è molto ripido e velocemente vi farà guadagnare di quota, la fatica verrà comunque ripagata dal magnifico panorama che rapidamente si aprirà alle vostre spalle. Tutta la Val di Scalve con le vette del Pizzo Camino e del Cimon della Bagozza in bella evidenza e proprio di fronte a voi i resti della Diga del Gleno faranno da cornice al vostro cammino. Dopo circa 2 ore e 30 di salita si raggiunge la stazione dei minatori dove nel fine ‘800 soggiornavano gli operai che estraevano minerali di ferro dalle viscere della terra. Sono ancora visibili gli ingressi alle miniere con binari e carrelli utilizzati per il trasporto dei materiali. Dopo un ultimo breve ma ripido tratto di sentiero si raggiunge la quota del Rifugio a 1.939 metri slm. Situato su uno splendido balcone proprio di fronte alla parete nord del massiccio della Presolana, dalla terrazza del Rifugio ammirerete un fantastico panorama sulla Val di Scalve e tutte le sue vette.

Rifugio Albani di fronte alla parete nord della Presolana
Rifugio Albani di fronte alla parete nord della Presolana
Salita al Rifugio Albani
Salita al Rifugio Albani

Rifugio Curò

Questo Rifugio è probabilmente il più conosciuto, oltre che il più frequentato, di tutte le Orobie Bergamasche. Principalmente perché situato in un contesto spettacolare, ma anche perché lungo il sentiero è possibile assistere in diverse occasioni ogni anno ad uno degli spettacoli più imponenti della natura: l’apertura delle Cascate del Fiume Serio. Queste cascate con il loro triplice salto di più di 300 metri sono infatti annoverate tra le più alte d’ Europa. Raggiunta la località di Valbondione le possibilità di parcheggio sono diverse, sia a fianco del Palazzetto dello Sport che lungo la via che sale in direzione della frazione di Lizzola. Il sentiero numero 305, esclusi pochi tratti, non è particolarmente impegnativo anche se complessivamente risulta abbastanza lungo da percorrere. A meno di non imboccare la ripida salita del sentiero “rapido”, saranno necessarie circa 3 ore per percorrere tutto il sentiero “panoramico”. Il Rifugio si raggiunge a 1.895 metri slm dopo aver superato il breve tratto finale molto esposto ma attrezzato con catene. La zona dove è possibile assistere al salto delle Cascate è situata più o meno a metà strada tra l’ abitato di Valbondione ed il Rifugio. Segnaliamo che nei fine settimana estivi l’ afflusso di visitatori aumenta notevolmente per cui il cammino lungo il sentiero può divenire meno rilassante. Ai più allenati proponiamo il percorso che prosegue sino al Lago Naturale del Barbellino e che, scavalcando il Passo di Caronella vi farà scoprire il lago più ad alta quota delle Orobie ed uno dei panorami migliori delle OROBIE BERGAMASCHE.

Il prato di fronte al Rifugio Curò
Il prato di fronte al Rifugio Curò
Vista sul bacino del Barbellino e sul Pizzo Recastello
Vista sul bacino del Barbellino e sul Pizzo Recastello

Rifugio Merelli al Coca

Sempre partendo dall’abitato di Valbondione, a poca distanza dal sentiero che porta al Rifugio Curò, parte anche il sentiero numero 301 che sulla sponda orografica destra sale con ripida ed impegnativa salita ai 1.892 metri slm del Rifugio Merelli al Coca. Sebbene molto più impegnativo del Curò, risulta essere più breve ed il tempo di percorrenza può essere pari a circa 2 ore e 30 minuti. Il consiglio che diamo è di fermarsi per una sosta al Rifugio ma poi di proseguire in direzione nord sino al Lago di Coca e della Conca dei Giganti. Dal Rifugio sono necessari altri 30 minuti di cammino ma la vista del lago dove si specchiano le vette delle tre montagne più alte delle Orobie Bergamasche, Pizzo Coca-Pizzo Redorta e Punta Scais vi ricompenserà della fatica fatta. Segnaliamo che con buona probabilità vi troverete a percorrere questo ultimo tratto in compagnia di camosci, stambecchi e qualche marmotta.

Rifugio Merelli al Coca
Rifugio Merelli al Coca
Incontri al Coca
Incontri al Coca

Rifugio Baroni al Brunone

A detta di molti questo Rifugio è il “Rifugio” per eccellenza delle Orobie ed in effetti per vari motivi è proprio così. Innanzi tutto è uno dei rifugi posti a più alta quota con i suoi 2.295 metri slm, è punto di partenza per le ascensioni alpinistiche alla montagna simbolo delle Orobie, il Pizzo Redorta a 3.038 metri slm, richiede circa 4 ore di cammino per essere raggiunto e risulta essere al centro del percorso denominato “Sentiero delle Orobie Orientale”. In effetti da queste parti si respira aria di grandi imprese, chi decide di raggiungerlo da Fiumenero lungo il sentiero numero 227 che parte proprio a ridosso della strada statale, ha ben chiaro cosa sta per fare ed una volta arrivati al rifugio si capisce realmente cosa significa fare il duro lavoro del rifugista.

Vista del Pizzo Redorta dal Rifugio Brunone

Rifugio Laghi Gemelli

Questo Rifugio è raggiungibile da vari accessi ma, a nostro parere, uno dei percorsi più spettacolari anche se non per questo più impegnativo, è quello che parte dalle Baite di Mezzeno, frazione del comune di Roncobello in Val Brembana. L’ accesso più conosciuto è sicuramente dalla Val Seriana e dal paese di ValCanale, tuttavia il percorso da Roncobello risulta molto panoramico e meno impegnativo. Il sentiero numero 215 parte in prossimità del parcheggio posto a 1.591 metri slm. Salendo regolarmente raggiunge prima il Passo di Mezzeno a 2.142 merti slm con ottima vista sul Pizzo Arera, sulla Presolana, e sulle vette della vicina Valtellina. Per arrivare al passo sono sufficienti circa 1 ora e 30 minuti di cammino e con altri 30 minuti si raggiunge il Rifugio che è posto in una bella radura a circa 1.961 metri slm. Da qui sono possibili brevi passeggiate intorno al lago e nei mesi più caldi anche un rigenerante bagno nelle sue acque.

Attivando al Rifugio Laghi Gemelli
Attivando al Rifugio Laghi Gemelli
Le acque dei laghi Gemelli
Le acque dei laghi Gemelli

Rifugio Calvi

Il percorso più conosciuto e frequentato per raggiungere questo rifugio è sicuramente quello che sale da Carona in Val Brembana. Tuttavia noi vi proponiamo la salita molto più lunga ed impegnativa che, partendo dall’ abitato di Ripa di Gromo, scavalca il Passo della Portula a 2.278 metri slm e giunge con circa 4 ore di cammino alla splendida conca del Rifugio Calvi. Per raggiungere Ripa bisogna superare l’ abitato di Gromo e subito dopo prendere la strada asfaltata che sale a sinistra. Parcheggiata l’automobile si imbocca il sentiero numero 233 che sale rapidamente su strada in cemento, a contorno avrete un bel panorama sulla Valbondione e sulle malghe presenti in zona. Dopo circa 3 ore di impegnativa salita si raggiunge il Passo dove non è raro trovare nevai anche in stagione avanzata. Dopo una ripida e sassosa discesa si guadagna il pianoro della conca dove è situato il rifugio con quota pari a 2.015 metri slm.

Rifugio Mirtillo

Questo rifugio è nato per servire le vicine piste di sci alpino del comprensorio di Lizzola, non è da confondere con l’ omonimo rifugio presente sulle piste di Carona e presenta vari sentieri che meritano di essere percorsi sia in estate che in inverno con panorami che spaziano tra la Val Bondione con vista sulle cime del Pizzo Recastello, del Pizzo Coca e Redorta e la Val di Scalve con la Punta Spigorel. Il percorso che vi proponiamo parte dal parcheggio di fronte all’ albergo Camoscio di Lizzola e salendo in direzione del Passo della Manina lungo il sentiero numero 307 raggiunge con circa 1 ora e 45 minuti l’ omonima chiesetta che domina le due vallate. Dall’ alto dei suoi 1.797 metri slm oltre che per una sosta è ideale per ammirare l’ ampio skyline offerto a 360 gradi dalle Orobie Bergamasche. Per raggiungere il rifugio è necessaria un’ altra ora di cammino lungo il sentiero numero 401 che si imbocca poco più a valle dopo essere ritornati alla Baita Asta alta. Chi vuole può decidere di ridiscendere a valle dai 2.000 metri slm del rifugio lungo il tracciato delle piste di sci in modo di ridurre notevolmente il tempo del ritorno stimato in circa 1 ora.

Veranda del Rifugio Mirtillo
Veranda del Rifugio Mirtillo
Vista del Rifugio Mirtillo dal colletto
Vista del Rifugio Mirtillo dal colletto

Se hai deciso che questo è il viaggio che fa per te e desideri avere ulteriori informazioni più dettagliate, puoi inserire un tuo commento a questo articolo oppure puoi inviare la tua richiesta via mail all’indirizzo del blog: diariodibordo3@gmail.com

Vista dal Passo di Mezzeno
Vista dal Passo di Mezzeno
Salita al Rifugio Coca
Salita al Rifugio Coca
Il Rifugio Laghi Gemelli
Rifugio Rino Olmo
Rifugio Rino Olmo

6 commenti

  1. Sono contento, anzi sono felice, eccetto il Mirtillo tutti gli altri li ho fatti più di una volta, leggere “rifugi impegnativi” mi riempie d’orgoglio e mi mette la voga di riprendere al più presto dopo questo ennesimo lookdown 😉
    Bellissimo post 🙂

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Paolo, grazie! Speriamo tutti di riprendere il più presto possibile! Il titolo del post è dovuto principalmente ad esigenze di “SEO” (termine astruso per indicare le tecniche utilizzate per far comparire gli articoli nelle ricerche di Google) e per distinguerlo dai precedenti “facili”. Non escludiamo di pubblicare altri articoli con ascensioni o percorsi alternativi e se vorrai darci suggerimenti o consigli, saranno bene accetti.

      Piace a 1 persona

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...