Il percorso che da Varzi arriva a Portofino attraversando l’appennino tosco-emiliano.
Dopo varie esperienze fatte su altri cammini, abbiamo individuato questo antico percorso che da secoli veniva utilizzato per trasportare merci dai porti della Liguria sino alla Pianura Padana.
La denominazione fa si che venga spesso confuso con L’ Alta Via del Sale, una serie di percorsi presente sulle Alpi Piemontesi e Francesi che portano sino al mare della costa Ligure di ponente.
Nelle prime tappe Lombarde troverete indicazioni con la denominazione “Via del sale”, ma entrando nelle tappe Liguri troverete indicazioni come “Via del mare”.


Diversamente da altri cammini molto “strutturati”, questo non è un vero e proprio percorso creato appositamente per questa finalità, bensì è l’unione di più tracciati che da secoli sono presenti sulle montagne situate tra Lombardia/Piemonte/Emilia Romagna e Liguria.
Per questo motivo sia la segnaletica che la manutenzione dei sentieri non è uniforme, questo in quanto viene gestita volta per volta dalle diverse sezioni del CAI della provincia di competenza.
Anche la presenza di punti di ristoro ed alloggi non è sempre garantita e sulla maggior parte del tragitto non si incontra nessun tipo di servizio. Generalmente si trovano bar/negozi/ristoranti/alloggi solo nei pochi centri abitati che vengono attraversati o che sono sede di tappa, mentre lungo il trekking vero e proprio, non ci sono punti di ristoro ad eccezione di un rifugio quasi in fine alla seconda tappa.


Per questo motivo, affrontare questo cammino richiede un grande spirito di adattamento e soprattutto buona preparazione fisica nonchè conoscenza delle regole di base di orientamento e trekking.
Anche il dislivello da affrontare quotidianamente, soprattutto nelle prime due tappe, è notevole e vista la conformazione altimetrica complessiva e la vicinanza con il mare, le condizioni meteorologiche sono molto variabili e impegnative.
Non devono essere sottovalutate ne le proprie condizioni fisiche, ne le condizioni meteo previste, questo in quanto piogge eccessive creerebbero non pochi problemi con il fango, mentre vento forte o freddo in quota potrebbero compromettere la vostra impesa.
Fatte queste premesse, possiamo affermare che l’esperienza su questo cammino è molto appagante, sia per il contesto paesaggistico, sia per l’idea di arrivare al mare partendo dalla Pianura Padana attraversando boschi e vallate incontaminate.
La lunghezza complessiva del Cammino è di circa 90 km, se si percorre anche l’ultimo tratto sino a Portofino. In realtà molti camminatori scelgono di fermarsi a Camogli per vari motivi, sia perché questo ultimo tratto è ritenuto “ultimo sforzo che si può evitare”, sia perchè presenta alcuni passaggi difficoltosi, ma principalmente perché Camogli risulta molto più comodo per trovare mezzi di trasporto pubblico per rientrare alla base di partenza.
Non essendo un percorso ad anello la soluzione migliore è infatti quella di utilizzare automobile e/o mezzi pubblici. Noi abbiamo lasciato l’automobile parcheggiata nel parcheggio coperto presente alla Stazione FS di Voghera (possibilità di scegliere sosta con ticket settimanale a prezzo agevolato), abbiamo poi utilizzato un autobus di linea per raggiungere Varzi, ed una volta arrivati a Camogli siamo rientrati a Voghera utilizzando il treno.
Il percorso generalmente viene svolto in quattro tappe, sia perché così facendo la percorrenza giornaliera è di circa 20/25 Km, sia perché con percorrenze diverse fatichereste a trovare gli alloggi per la notte.
La prima tappa parte da Varzi in Provincia di Pavia, immediatamente dopo aver attraversato il ponte che sulla destra della statale attraversa il fiume, e dopo circa 1.700 metri di dislivello positivo arriva a Capanne di Cosola in Provincia di Piacenza. Lungo questo percorso non troverete nessun punto ristoro, se non un bivacco del Cai che è aperto generalmente solo nei fine settimana.




La seconda tappa riparte immediatamente dopo l’omonimo Albergo/Ristorante/Rifugio e dopo molti “sali scendi” arriva a Torriglia in Provincia di Genova. Già nel tratto in discesa, prima dell’ultimo ripido tratto, troverete il Rifugio Parco Antola. Torriglia è il primo vero e proprio paese che incontrerete con ogni tipo di esercizio commerciale.




La terza tappa parte fuori dal centro abitato, immediatamente dopo la galleria lungo la strada che risale la collina e con un tortuoso sentiero nei castagneti arriva ad Uscio in Provincia di Genova. Anche in questo tratto troverete ristoro strada facendo più o meno a metà percorso. Noi abbiamo scelto di pernottare alla frazione di Calcinara presso l’Albergo Caprile, ma per chi preferisce è possibile scendere sino al centro del paese dove avrete molte più alternative.




La quarta ed ultima tappa, in apparenza molto più semplice delle altre, in realtà si rivela insidiosa in quanto molto lunga ed esposta al sole ed al gran caldo. Scendendo rapidamente di quota anche la vegetazione cambia rapidamente divenendo fastidiosa, soprattutto in estate, a causa di rovi ed altre sterpaglie. Arrivati alla Ruta di Camogli sarete al vostro bivio, se proseguire per Portofino, o se rapidamente raggiungere Camogli e terminare il percorso brindando con una birra fresca e con una fragrante focaccia.





Noi abbiamo pernottato al Rifugio Capanne di Cosola, all’ Albergo Posta a Torriglia, al Ristorante Albergo Caprile nella frazione di Uscio e, una volta raggiunto il mare presso il B&B Casa di Milly di Sori.

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