TURISMO ESPERIENZIALE

Ultimamente si sente parlare spesso di Turismo Esperienziale come nuova forma di vacanza e magari come soluzione ai vari “problemi” che il turismo di massa ha creato ovunque nel mondo. Alcuni lo ritengono una moda del momento, altri lo praticano senza rendersene conto, ma cosa si intende con questo termine?

Questo concetto parte dal presupposto che, nella scelta di un viaggio, non abbia fondamentale importanza la meta prescelta, bensì le possibili esperienze che si potranno vivere nella località individuata.

Esperienze materiali come escursioni in bicicletta, escursioni a piedi o a cavallo, uscite in barca a vela o in kayak, il pernottamento in strutture non convenzionali; esperienze sensoriali come la degustazione di vini, di dolci o altri prodotti tipici, la partecipazione a corsi o seminari su temi specifici; esperienze spirituali o culturali come la partecipazione a gruppi di lettura, laboratori, percorsi relax e molto altro.

Parque de La Mauricie
Parque de La Mauricie Canada

Seguendo questo concetto possono essere valorizzati territori che, sebbene non molto conosciuti, potrebbero tuttavia offrire esperienze uniche per coloro che decidano di visitarli, mantenendo nel contempo una corretta sostenibilità dell’afflusso turistico.

Nel nostro piccolo ci siamo resi conto che la nostra forma di turismo preferita è quella di visitare sempre luoghi diversi, non per forza famosi, ma sempre alla ricerca di esperienze nuove.

Per noi strumenti come un camper, una tenda, una bicicletta, una barca, una guida turistica, un libro, uno zaino, un sacco a pelo, una mappa, un paio di scarpe comode, un costume da bagno ,sono strumenti che arricchiscono l’ esperienza e rendono il viaggio interessante a prescindere dalla meta.

A spasso per l' Umbria
A spasso per l’ Umbria

Ripercorrendo molti dei nostri viaggi abbiamo raccolto una buona serie di esempi che abbiamo cercato di trasmettere nei nostri articoli. In particolare vorremmo riepilogare i link a quelli che più di altri rispecchiano questa filosofia: UMBRIA IN BICICLETTA , LUOGHI FUORI DAL COMUNE DOVE DORMIRE , LE BELLEZZE DELLA NATURA , ANIMALI , VIAGGIARE ALLA SCOPERTA DEL MONDO ATTRAVERSO IL CIBo , CAMPEGGIO , FINLANDIA , BOTSWANA , CAMMINO DI SANTIAGO , LIBIA

Il turismo tradizionale o di massa parte evidentemente da un altro concetto, ossia quello di indirizzare sempre più utenti nelle località prescelte, generalmente sistemazioni balneari; rendendo determinate destinazioni appetibili dal punto di vista economico, offrendo sistemazioni che soddisfino la sempre maggiore richiesta di pubblico e garantendo principalmente il soddisfacimento di principali bisogni legati al divertimento, al relax o allo shopping.

Nel corso degli ultimi decenni abbiamo assistito all’incremento di flussi turistici che hanno modificato e in qualche caso stravolto interi territori. Basti pensare al fenomeno innescato in Egitto negli anni ’90 per creare dal nulla le strutture turistiche del Mar Rosso, oppure il disastro procurato nelle remote isole Phi Phi in Thailandia dove, dopo l’uscita di un film ambientato nelle spiagge incontaminate dell’isola , il moltiplicarsi dei resort ha di fatto eliminato completamente il fascino dell’ ambiente circostante. Anche piccole città o borghi dietro casa, oggetto di interesse del turismo low-cost, sono state trasformate in poco tempo in supermarket per turisti affamati di street food o souvenir.

Questo perché il turismo ha sempre innescato fenomeni controversi nel territorio, soprattutto quando destinato a paesi in via di sviluppo, dove la facilità del guadagno offerto dal turismo, induce la popolazione locale a sacrificare attività principali e indispensabili, come scuola o lavoro, per seguire i più facili guadagni.

A questo punto la sostenibilità è un concetto che può essere benissimo abbinato a quello del Turismo Esperienziale, questo in quanto chi desidera vivere una determinata esperienza è consapevole del fatto che per farlo probabilmente dovrà rinunciare ad alcuni dei servizi ritenuti essenziali da altri.

Al riguardo vorremmo citare come esempio l’esperienza vissuta nel corso di un nostro viaggio in Perù. Attraversando la regione del lago Titicaca abbiamo deciso di visitare l’Isola di Taquile, una delle tante abitate da comunità autoctone che vivono secondo leggi e regole millenarie valide solo nel territorio dell’isola, anche se riconosciute e accettate dal Governo Peruviano. Questa comunità ha sviluppato una forma di turismo che, oltre che finanziare correttamente la propria economia, garantisce una piena sostenibilità dell’afflusso turistico sull’ isola.

Camera da letto presso la casa della signora Maria
La nostra sistemazione a Taquile
La cena servita in cucina

Chi intende visitare Taquile e la sua comunità, proclamata capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità dall’ UNESCO, verrà ospitato esclusivamente nelle abitazioni degli abitanti, consumerà la cena e la colazione cucinata dalle famiglie e porterà in cambio generi alimentari e di prima necessità non reperibili sull’ isola. Sull’ Isola esiste un solo negozio che vende tessuti e altri articoli prodotti dagli artigiani locali, non esistono alberghi, bar, ristoranti o negozi di souvenir e la sera tutti i visitatori sono invitati, indossando abiti locali, a partecipare ad una grande festa organizzata nella piazza principale.

Sicuramente quest’esperienza è molto intensa e non certo alla portata di tutti, ma qualche spunto di riflessione ce la può comunque lasciare. Cosa accadrebbe se su questa stessa isola venissero edificati resort, negozi e ristoranti per soddisfare le esigenze di flussi turistici di massa?

Ora il tema principale è come trovare il punto di equilibrio tra le esigenze di sviluppo turistico di un territorio ed il prezzo da pagare in termini di modifica dell’ecosistema e delle abitudini dei suoi abitanti.

La pandemia dichiarata nel 2020 probabilmente modificherà buona parte delle dinamiche legate al turismo che potrebbe e dovrebbe diventare più responsabile e di prossimità e, a nostro modesto giudizio, il turismo esperienziale può essere una base di partenza per ricostruire tutto il settore.

Pausa pranzo
Pausa pranzo in Islanda
Uscita con la slitta trainata dai cani
Uscita con la slitta trainata dai cani in Lapponia

5 commenti

  1. A tratti, molto simile al concetto di ecoturismo. Secondo me, comunque, il turismo esperenziale è il migliore in assoluto o meglio, quello che ti lascia ricordi ed un arricchimento culturale maggiore.

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      1. Esattamente! Purtroppo “responsabilità” è una parola grossa. Ho visto nel corso degli anni migliaia di persone che si definiscono viaggiatrici essere maleducati della peggior specie. Essere viaggiatori richiede educazione e rispetto per la natura e per il territorio in cui viaggi altrimenti non sei un viaggiatore 🙂

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  2. Molto interessante. Vorrei aggiungere qualche particolare, maturato sulla mia esperienza: quando si hanno bambini piccoli o piccolissimi, è quasi indispensabile poter contare su un determinato, e si comprende come la scelta vada verso determinate direzioni che assicurino igiene, cibo adeguato, comodità. Oltre, anche io trovo molto più interessante conoscere i paesi che visito nel modo più vero possibile, ben sapendo che 15 giorni di vacanza mai potranno essere sufficienti (forse, nemmeno qualche anno). In sintesi, oggi, cercare l’equilibrio tra rispetto di territori e culture e opportunità anche economiche penso sia centrale.

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    1. Siamo d’ accordo con te. Sul tema bambini piccolissimi non ci esprimiamo perchè le variabili sono veramente troppe, ma sui bambini piccoli (intendiamo dai 4 anni in su) il turismo esperienziale è praticamente una scuola di vita! Quante volte abbiamo sentito affermazioni del tipo: mio figlio non magia niente che non sia pasta o pizza, mio figlio si ammala spesso, mio figlio non può stare senza dormire nel suo letto…, ma l’impressione che abbiamo sempre avuto è che queste erano scuse valide solo per i loro genitori, e questo è un peccato perché per i bambini in età scolare un viaggio alla scoperta del mondo è uno stimolo incredibile. Non vogliamo giudicare nessuno, ognuno è libero di fare le proprie scelte, ma ci auguriamo che sempre più persone superino i limiti che l’ attuale società cerca di impostare per noi.

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